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ALBA

Artista: Migilibi (Opus Magnum)

Artist rating: 36

Dimensioni: 56x87 cm

Certificato di autenticità: No

Cod. Opera: 107221

5.600,00 €

Disponibilità: Disponibile

da Migilibi (Opus Magnum)

Una volta entrati nella profondità del buio, con la scoperta del seme del problema, il seme della materia prima, nasce la luce bianca
(Tecnica mista su tela, 56x87x13)
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Descrizione

Dettagli

Una volta entrati nella profondità del buio, con la scoperta del seme del problema, il seme della materia prima, nasce la luce bianca. Questa è la seconda fase della Grande Opera, l’Albedo. Sorge uno stato di riposo. La presa di coscienza del problema è stata ottenuta, il problema è stato emotivamente elaborato ed emerge la conoscenza su come affrontarlo in un modo più positivo e costruire così un atteggiamento più puro. Nel quadro, nello specchio d’acqua, vi è il volto di Venere, di Afrodite, di Aurora. L’Albedo viene rappresentata con Aurora, la dea romana dell’alba, aurea hora, l’ora d’oro. E’ uno stato di coscienza supremo. Venere e Afrodite, sono la stella del mattino. In tempi antichi Lucifero veniva identificato con il pianeta Venere. Originariamente Lucifero aveva un significato molto positivo. Portatore di luce. Egli era infatti l’angelo che portava agli uomini la luce della conoscenza. Non va confuso con Satana, l’avversario. L’albedo avviene quando il sole sorge a mezzanotte. E’ un’espressione simbolica che rappresenta il sorgere del sole nel profondo del buio della nostra coscienza. E’ la nascita di Cristo nel cuore dell’inverno. L’alchimista scende in questo freddo per trovare la materia prima, chiamata anche, leone verde. Il colore verde fa riferimento alle forze vitali primitive. Ideali e sogni da realizzare, ma anche immagine spaventosa per rendere consapevole l’uomo della sua natura inferiore. Partendo dal basso del quadro, troviamo la base di un arcaico alambicco, meglio conosciuto come distillatore. C’è una targhetta con scolpita la lettera L. La luce quindi, intesa come riscoperta, è il calore che deve essere indotto. Salendo, un tetraedro, il perfetto corpo tridimensionale, dato che tutti gli angoli sono equidistanti, cosa che risulta in assenza di tensione. Su di esso, in senso verticale, quattro stelle, le virtù cardinali. Continuando, all’altezza del petto, l’athanor. Il forno alchemico, il cuore. Tre piccole pietre sferiche lo circondano. Rappresentano, a seconda del loro colore, il calore dato dal rossore più o meno evidente che lavora su di esso in maniera graduale, e le tre virtù teologali, poste in triangolazione, per evidenziare che la più alta non sussiste se non grazie alle due. Le sette virtù devono essere estrapolate quando dallo stomaco, quando dal cuore. All’interno dell’athanor, un seme di piombo annerito da fango nero, avvolto da corde che deve essere dissolto in zolfo e sale, presenti poco più in alto a destra. Le sostanze volatili passano nella sorgente di raffreddamento, all’altezza della gola. Esse poi si condensano nella vasca di raccolta. L’alchimista ha scoperto dentro di sé la sorgente della sua vita, la fonte da cui l’acqua della vita scorre, donando giovinezza eterna. Se si osserva, ora l’alambicco diviene un calice, una coppa. La pietra filosofale è presente anche nelle leggende del Graal, e proprio in questo caso, fa riferimento al calice colmo di azioni cavalleresche e buone, che ridonerà fertilità al regno del Re. Caduta l’ultima goccia, nata la croce, da questa, il distillato viene riportato all’athanor. La pressione crea la rottura del forno, e dal seme è uscita una farfalla. Nota: Afrodite nacque dalla schiuma che scaturì quando gli organi genitali di Urano, tagliati da Chronos per odio e gelosia, caddero nel mare. Il taglio dei genitali rappresenta l’amore represso e tormentato. Il mare, simbolo dell’anima, tuttavia darà vita alla dea dell’amore. La liberazione avverrà quando saremo di nuovo coscienti dei contenuti dell’anima. Afrodite nasce dal mare. E’ lei la guida. Albedo è la scoperta della natura ermafrodita dell’uomo. In senso spirituale, ogni uomo è ermafrodita. Questo è appurabile nella prima fase embrionale del feto. Non vi è sesso fino a dopo un certo numero di settimane dopo la concezione. Quando l’uomo discese nel mondo fisico, entrò un mondo di dualità. A livello fisico ciò si manifesta attraverso la differenziazione dei sessi. Ma il suo spirito è ancora androgino, contiene la dualità nell’unità. Quando maschio e femmina saranno di nuovo uniti si avrà l’esperienza del vero Sé. Il Sole e la Luna in alto sono gli opposti da unire. L’argento è il metallo dell’albedo, trasmutato dal piombo. Dato che l’argento è il metallo della luna, anche la luna è simbolo dell’albedo. Gli alchimisti parlano anche di pietra o smalto bianco, e a proposito di smalti, per me il quadro è stata una vera scoperta. In un mondo che spesso vede mostrare la propria donna come oggetto di trofeo, io qui ho voluto dimostrare la mia parte femminile come trofeo, perché conquistata in me da me. E credimi, fino ad ora è stato un parto.
Bio dell'artista

Quelli che presenterò sono una serie di dodici quadri che convergono in uno, eseguiti in circa tre anni, dalla metà del 2017 fino al 2020. Sono quadri materici che hanno come base quando una tela, quando una tavola di legno, quando solo cornice, fatti da materiali perlopiù recuperati, in virtù del fatto che ciò che per gli altri è spazzatura per me è la chiave di una porta, come mi auguro sia il contrario nel viceversa, anzi, in realtà ne sono sicuro. Pertanto il mio scopo è questo, elevare la materia dalla sua forma, attribuendogli così una nuova funzione. Ed è proprio grazie a questo lavoro che, ritornando all’Alchimia, in parallelo si lavora su se stessi, liberando il proprio animo dal superfluo cosicché diventi speranza. Tutto il mio lavoro gira intorno a questa, la speranza. Grazie a mio padre artigiano ho potuto intecare i quadri, le quali teche sono sei bianche, sei nere ed una grigia. Il numero dodici è un numero ricorrente, gli apostoli e Gesù, i mesi e l’anno, il carbonio che ci compone, il C12, sei protoni e sei elettroni che formano l’atomo, e chi più ne ha ne metta ma, mi soffermerò su quest’ultimo. Si dice che il numero della bestia sia il 666, alla quale, appunto, viene anche associato il carbonio 12, che oltre ai sei elettroni e sei protoni ha anche il nucleo composto da sei neutroni. Di contro c’è il carbonio 7, il suo isotopo non ancora scoperto, composto da sei elettroni, sei protoni ed un solo neutrone, 616. Leggenda narra che il C7 si trasformi nel cervello degli adepti dal C12, elevando così la percezione della realtà, trascendendo il piano materiale. L’alchimia può intendersi quindi la trasformazione ad uno stato più elevato, sia nella materia sia nello spirito, perché si mostrino per quello che realmente sono, la manifestazione dell’una nell’altro nel quadro dell’infinito. Nota Bene: questo mi ha divertito e impegnato.

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