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Cinque per cinque venticinque

Artista: Boetti Alighiero

Dimensioni: 22,5x21,5 cm

Tecnica: Tessuto ricamato

Certificato di autenticità: Si

Cod. Opera: VQBA001

Disponibilità: Opera venduta

O
Descrizione

Dettagli

I linguaggi artistici, a partire dagli anni ’60, portarono, non solo in Italia, ad un annullamento dei supporti tradizionali come le tele per dipingere o le materie per scolpire. La volontà degli artisti era quella di fare tabula rasa e ripartire da zero con una nuova concezione del fare artistico, che fosse aperta a nuovi materiali che potessero includere stimoli percettivi diversi (come quello tattile) ed avessero un contatto più diretto con la realtà. Di qui l’uso di materiali di scarto, o provenienti dal mondo della tecnologia, assemblati in composizioni ed installazioni. L’opera è un esempio molto concreto della ricerca di Alighiero Boetti. Nel caso specifico la scelta del tessuto mette in campo una serie di stimolazioni innovative sia per l’artista che per il fruitore. Innanzitutto c’è un collegamento diretto con la società industriale, con suoi prodotti ed i suoi scarti, nonché un collegamento diretto con la realtà tangibile di un’opera che non è più illusoria ma compiutamente concreta. Il che mette in campo anche la nuova stimolazione percettiva che, oltre la vista, coinvolge anche il tatto. Dal punto di vista compositivo sono evidenti le riflessioni di Boetti sulla serialità, la produzione meccanica che si trasforma in mezzo artistico. Alighiero Boetti fu uno degli esponenti di spicco del movimento dell’Arte Povera che si sviluppò in Italia a partire dagli anni ’60. Il concetto fondamentale fu il rifiuto dei supporti artistici tradizionali a favore di materiali che fossero più attinenti con la realtà contemporanea. Boetti si specializzò soprattutto nell’uso del tessuto e fondò la sua produzione di arazzi, divisi in griglie in cui comparivano riferimenti semantici alla realtà contemporanea, secondo un principio meccanico, seriale, il che gli permise anche una riflessione tra arte e sua riproducibilità