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IL FERMO AL CASO

Artista: Migilibi (Opus Magnum)

Artist rating: 36

Dimensioni: 89x89 cm

Certificato di autenticità: No

Cod. Opera: 107217

7.700,00 €

Disponibilità: Disponibile

da Migilibi (Opus Magnum)

Carl Gustav Jung disse: Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine. Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso
(Tecnica mista su pannello di legno, 89x89x35)
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Descrizione

Dettagli

L’acronico V.I.T.R.I.O.L.U.M. , che viene usato nella letteratura alchemica, è formato dall’espressione latina Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam, che significa, visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che è la vera medicina. Rectificando significa quindi correggere, correggere gli aspetti negativi della propria psiche, purificare le emozioni negative. Serve a drizzare ciò che è cresciuto storto durante la vita. Nel quadro ci sono come dodici lombrichi gialli che si atteggiano lusinghieri sopra una massa informe di materia. Ognuno di loro, sulla propria cima, ha una perla, un materiale prezioso che però non riesce a far specchiare, dando un’immagine sfocata. Questo viene comunque sopraffatto dalla garanzia della pregiata perla. Carl Gustav Jung disse: Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine. Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente. Al centro del quadro c’è invece una piccola sfera nascosta che, avvicinandosi, rispecchia il volto, ed è proprio questa azione che si ricollega al titolo del quadro stesso, il fermo al caso, inteso sia come chi gli rimane distante e in balia del caso, preso dal futile allettamento del superfluo, oppure, il fermo al caso, cioè il paletto che pone fine allo stesso, nell’azione di avvicinarsi oltre le sue false lusinghe e specchiarsi piccoli nella sfera. L’alchimista deve purificarsi da tutta la sporcizia, da tutte le sue scorie, deve lavare il corpo. Il piombo, il più impuro dei metalli, deve essere trasformato nel metallo puro, l’oro, simbolo dello Spirito.
Bio dell'artista

Quelli che presenterò sono una serie di dodici quadri che convergono in uno, eseguiti in circa tre anni, dalla metà del 2017 fino al 2020. Sono quadri materici che hanno come base quando una tela, quando una tavola di legno, quando solo cornice, fatti da materiali perlopiù recuperati, in virtù del fatto che ciò che per gli altri è spazzatura per me è la chiave di una porta, come mi auguro sia il contrario nel viceversa, anzi, in realtà ne sono sicuro. Pertanto il mio scopo è questo, elevare la materia dalla sua forma, attribuendogli così una nuova funzione. Ed è proprio grazie a questo lavoro che, ritornando all’Alchimia, in parallelo si lavora su se stessi, liberando il proprio animo dal superfluo cosicché diventi speranza. Tutto il mio lavoro gira intorno a questa, la speranza. Grazie a mio padre artigiano ho potuto intecare i quadri, le quali teche sono sei bianche, sei nere ed una grigia. Il numero dodici è un numero ricorrente, gli apostoli e Gesù, i mesi e l’anno, il carbonio che ci compone, il C12, sei protoni e sei elettroni che formano l’atomo, e chi più ne ha ne metta ma, mi soffermerò su quest’ultimo. Si dice che il numero della bestia sia il 666, alla quale, appunto, viene anche associato il carbonio 12, che oltre ai sei elettroni e sei protoni ha anche il nucleo composto da sei neutroni. Di contro c’è il carbonio 7, il suo isotopo non ancora scoperto, composto da sei elettroni, sei protoni ed un solo neutrone, 616. Leggenda narra che il C7 si trasformi nel cervello degli adepti dal C12, elevando così la percezione della realtà, trascendendo il piano materiale. L’alchimia può intendersi quindi la trasformazione ad uno stato più elevato, sia nella materia sia nello spirito, perché si mostrino per quello che realmente sono, la manifestazione dell’una nell’altro nel quadro dell’infinito. Nota Bene: questo mi ha divertito e impegnato.

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