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Maya

Artista: Barbara Simone

Artist rating: 5

Dimensioni: 148x40 cm

Tecnica: Paper collage, recycled objects, acrylic on canvas

Certificato di autenticità: Si

Cod. Opera: 100549

940,00 €

Disponibilità: Disponibile

da Barbara Simone

Biography



Barbara Simone nata a Bari il 16 Novembre del 1981, vive e lavora a tra Bari e Bisceglie. Designer e Grafica. Maturità artistica, Laurea in Disegno Industriale e Comunicazione presso l’I.S.I.A di Firenze. L’esperienza didattica dell’università improntata sull’insegnamento artistico e sulla progettazione degli oggetti d’uso influisce sulla sua vocazione artistica nell’uso manuale dei materiali più vari, alla ricerca di nuove figurazioni nei collages e negli assemblages. Opere basate su materiali di recupero della più disparata origine: ritagli di giornali, etichette di cartone, reperti metallici, bulloni, chiavi, spille, viti anche arrugginite e pezzi meccanici di orologi. Oltre a collages materici su legno, anche in quelli digitali si ritrova la stessa dimensione onirica, surreale, romantica.



Vison



 



“Perciò la tecnica è importante tanto quanto l’idea concettuale. In un periodo storico dove tutti sono soliti gettare oggetti ormai desueti, io li raccolgo. Così un chiodo arrugginito diventa il gambo di un fiore, bulloni come uccelli, l’uncino spezzato di una gruccia è il punto interrogativo di un quesito.



Questo dimostra che ogni elemento, apparentemente insignificante, ha il suo valore e che il contesto è più forte dell’elemento stesso.



 



In semiotica si parla dell’oggetto del suo significante (il nome) e del suo significato. Una cosa non prescinde dall’altra perché per convenzione siamo abituati a decifrare il nostro mondo con questi schemi. Ma se un oggetto viene riposizionato in un altro contesto, oltre a cambiare il suo significato modifica la sua stessa natura e quindi perde la sua funzione originaria per assumerne un’altra. Ecco perché un bottone può diventare: “la luna” tra nuvole di carta. Questo meccanismo mi affascina ed è il mio mezzo per esprimere ciò che sento e la mia visione del mondo.”



 



 



 



Exhibition



 



1/30.08.2012  collettiva “FREELINEart ” presso Palazzo Roberti a Mola di Bari, il ciclo “Modus Vivendi” un work in progres che comprende tre opere su tela, a cura di Maria Vinella.



 



13.12.2012 / 06.01.2013” nella sede espositiva “Spazio aperto all’arte” a Molfetta (BA)  collettiva con tema “Gli angeli, a cura di Daniela Calfapietro.



 



15.12.2012 / 05.01.2013  collettiva a carattere nazionale, nella galleria ADSUM arte contemporanea di Terlizzi (BT), per il tema “T’amo”, a cura di Giovanni Morgese.



 



18/25.03.2013  collettiva “Punti di Vista Punti di Fuga”, presso Palazzo Martinelli – Pesce, a Mola di Bari a cura di Maria Vinella.



 



24.08.2013 / 01.09/2013  collettiva dal titolo “L’arte contemporanea in Puglia: tra multimedialità e tradizione” a cura di Daniela Calfapietro presso “La Sala dei Templari” a Molfetta (BA).



 



05/14.04.2014 personale dal titolo “La rosa addormentata”, 15 opere in esposizione ne: “Il Palmento” nel cuore di Altamura, a cura di  Annalisa Colonna, con la presentazione di Maria Vinella.



 



18.03.2016 / 16.04.2016 collettiva Artedonna 9 edizione, presso Galleria Spaziosei di Monopoli. L'opera "la nuotatrice" ha ricevuto una menzione su Exibart. Curatrice: Daniela Calfapietro.



 



 



22.07.2016 / 5.07.2016 personale dal titolo “L’essenziale”, location: “Sala della bifora” nel Catello Svevo di Bisceglie, organizzata dal Castello di Bisceglie in collaborazione con Zona Effe, Cea, e il Comune di Bisceglie, curatrice Laura Capra, presentazione di Monica Casalino.



 



 



Web site:



 



https://barbara-simone.webnode.it/



https://www.behance.net/bubicollage



 



 



 



Other links:



 



https://www.exibart.com/evento-arte/artedonna-9/



 



https://altamuracentral.wordpress.com/2014/04/07/larte-racconta-la-rosa-addormentatala-personale-di-barbara-simone/



 


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Descrizione

Dettagli

Per la cultura maya la creazione dell'uomo fa parte di una sequenza di cinque tentativi da parte degli dei, così come bisogna aspettare che il mais germogli in cinque giorni, cinque sono le direzioni dello spazio, i punti cardinali più il centro, cinque le dita della mano. Pertanto ho ritenuto opportuno raccontare questo mito attraverso 5 piccole tele come una sorta di racconto, progressivo e sequenziale.

 

Maya

Come tutti sanno una delle più grandi civiltà precolombiane fu la popolazione Maya, possedevano un sistema di scrittura ideografica, una numerazione avanzata e precise conoscenze astronomiche.

“La loro cultura aveva una forte impronta religiosa, incentrata sullo sforzo, quasi un'ossessione, di dominare il computo del tempo e le sue simboliche rispondenze.”

I Maya credevano che il mondo che abitavano fosse stato preceduto da altri e che ognuno fosse stato distrutto da un diluvio.

Nella moltitudine di dei che adoravano, ne veneravano quattro, dicevano che erano i quattro fratelli (Bacab)che Dio quando aveva creato il mondo, aveva messo ai quattro lati per sorreggerlo e che erano fuggiti ogni volta che il mondo era stato distrutto da un diluvio. (prima tela)

 

Il tempo impiegato per la creazione dagli dei è prima dello spuntare del sole, e quindi prima dello scorrere del tempo e della possibilità di misurarlo. La creazione di svolge tutta in un tempo cristallizzato prima dell'alba, un tempo fermo. (seconda tela)

 

Il calendario non esiste quindi se non per l'uomo, e solo dal momento in cui l'uomo, esistendo, metterà in moto il sole. Gli dei danno all'uomo la memoria e il senso del tempo, quindi anche il calendario come mezzo di misurazione e conoscenza, come “segno della capacità divina di sapere” per cui il calendario diventa il legame tra gli uomini e le divinità. (terza tela)

 

Il termine Tzolkin significa letteralmente “conto dei giorni” costituito da 260 giorni, in clicli di 20 giorni, ad ognuno dei venti giorni corrispondeva una  particolare divinità assunta a “patrona” del giorno. Così si creavano delle corrispondenze tra giorno-divinità-numero (es. Il giorno Muluc era il giorno del dio sole e del numero 4). Lo Tzolkin determinava i nomi delle nascite e forniva una base per le profezie.(4 tela)

 

Il calendario solare Haab  significa “ciò che produce o causa acqua”, conta 365 giorni suddivisi in 18 periodi. I due calendari erano interconnessi attraverso cicli di 13 e 7 gironi. E danno origine ad un terzo calendario di cui è sconosciuto il nome chiamato il computo lungo che da origine ai Katun, 13 cicli ottenuti con un calcolo complesso. (5 tela)

Le 5 tele sono sono complete di cornice nera di 1,5 cm di spessore. Non possono essere separate e possono essere appese tramite un supporto in mdf color panna, che le contiene tutte.

 

https://www.behance.net/gallery/95901631/Maya

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