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Porta dell'Aldilà Fucsia

Artista: Gabriele Giovanni Maquignaz

Artist rating: 91

Dimensioni: 45x60 cm

Tecnica: Acrilico su Tela

Certificato di autenticità: Si

Cod. Opera: 104073

9.500,00 €

Disponibilità: Disponibile

da Gabriele Giovanni Maquignaz

Vita e morte, materia e spirito, finito e infinito, «oltre l’infinito, sino a Dio»
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Descrizione

Dettagli

Vita e morte, materia e spirito, finito e infinito, «oltre l’infinito, sino a Dio». Sono temi alti quelli che informano l’arte di Gabriele Maquignaz, un artista di grande forza e innovazione. Prorompente, e convincente nelle sue idee e nel suo fare. Scala le montagne e scala l’arte, con Cristi che piangono sangue e fanno tremare, con tele tagliate che spaziano verso mondi sconosciuti, o meglio verso non-mondi, con oggetti dal sapore primitivo, ma modernissimi e di grande bellezza. «Ho scoperto dopo tanti anni di sacrifici e ricerca l’ultima Arte possibile» così Gabriele annuncia la sua ultima (ma non sarà l’ultima) svolta nell’arte nel Manifesto Codice Aldilà. Il 26 luglio 2018 ha infatti creato un nuovo movimento, il Movimento Artistico Aldilà, che non ha precedenti nella sua originale connotazione. Lo ha creato a Piazza di Pozzo Garitta, ad Albissola Marina, là dove il suo ideale predecessore, Lucio Fontana, ha lavorato anni. Nel 1946 a Buenos Aires Fontana col Manifiesto Blanco creava lo Spazialismo. Era un’esigenza forte e sentita. «Si richiede un cambiamento nell’essenza e nella for- ma. Si richiede il superamento della pittura, della scultura, della poesia e della musica. È necessaria un’arte maggiore in accordo con le esigenze dello spirito nuovo». Così nascevano i suoi famosi tagli, buchi, nelle tele, che aprivano a una nuova, insolita, dimensione spaziale. Gabriele va oltre. Una settantina d’anni dopo lo supera, va oltre lo spazio. Forse proprio quel taglio di Fontana, ricordatogli da bambino, in montagna, da un amico che gli raccontava che il padre aveva comprato un quadro, che un giorno avrebbe avuto molto valore, fatto di un solo taglio nella tela, lo aveva colpito. Un taglio che apriva alla luce di un’altra dimensione, dietro la tela. Lo aveva fatto pensare, insieme a quelle montagne del Cervino che, pur bellissime, accerchiavano, stringevano. Bi- sognava entrare nello spazio, ma superarlo, andare oltre, oltre, oltre. «Ho superato i principi della pittura della scultura, e dello spazialismo» dice. «La prospettiva e la profondità e i colori della pittura. I principi della larghezza della profondità e dell’altezza della scultura. Il limite dello spazio dello Spazialismo. Ho aperto la porta dell’Aldilà e ho superato lo spazio»

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